lunedì 27 luglio 2015

Weekendoit 2015

 Foto presa da Facebook

Weekendoit… week-end, (let’s) do it… we can do it!!
Oggi un post di riepilogo su una manifestazione superlativa appena conclusa: la Weekendoit.
La manifestazione dura tre weekend, dall'11 al 26 Luglio, e si è svolta nella Mole Vanvitelliana di Ancona (che tutti qui conoscono come “il lazzaretto” - qui info).
 


Il programma è stato ricchissimo: ogni giorno (sabato e domenica) erano previsti un workshop teorico e due pratici; era inoltre attivo uno speech corner e degli eventi collaterali, come DJ-set (questo, automaticamente, attribuisce al Weekendoit la qualifica di “figata”), ed un mercatino finale da bava alla bocca e prurito alle mani.

Ecco il programma… (foto presa da Facebook)

I workshop spaziano dal sempreverde (nel senso: ci serve sempre) “Marketing online per creativi: come usare i social media poco e bene per far conoscere la tua attività” (tenuto da Enrica Crivello di C+B), al corso base di serigrafia, a “Converti la tua stampante 3D in fresa con il Dremel” (che roba è il Dremel?) a “Pimp My Bike, manutenzione basic per la tua 2 ruote”.

Io non potevo farmi sfuggire l’occasione, a parte che ero vicinissima a casa, ma eventi del genere sono davvero rari, ed a volte appannaggio di altre località. Che dire, ci mettiamo un po’, ma poi facciamo le cose in grande.

 Ecco la dotazione della seminarista: quaderni per appunti, e gli adesivi Weekendoit acquistati all’accettazione per finanziare il progetto

 La sala buia, in attesa di cominciare il corso di Carmen Fantasia "Fisco per crafters"

Ho fatto molte foto durante le varie giornate… nella sala box era allestito un mini-mercatino, poi allargato a mega-mercatino nella domenica conclusiva



Gli esterni invece richiamavano il logo dell'evento: un trittico di pesce, uncinetto e chiave inglese



Ed infine, una foto con Alice di Eilish Creations, presto ospite speciale del blog

giovedì 23 luglio 2015

RT 15 - 3 Mary Poppins

Da un lato, thè, caffè, e un poco di zucchero per indorare la pillola.
Dall’altro lato,  la borsa “tappezzeria” di Mary Poppins, da cui usciva il metro in grado di misurare il carattere, oltre che l'altezza delle persone.
Supercalifgragilistichespiralidoso: il risultato è praticamente perfetto sotto ogni punto di vista!

lunedì 20 luglio 2015

L’arci-abito asburgico: Drape Drape n. 3, abito drappeggiato a vita bassa con riprese (drop-waist gather drape dress)

Vi capita mai di comprare della stoffa senza avere in mente un progetto ben preciso, ma soltanto perché attratte dalla fantasia e “sicuramente ci farò qualcosa”?
A me capitava spesso in passato, il rischio è che poi ti ritrovi con la stoffa perfetta per un determinato lavoro ma mancano giusto quei 20 cm in lunghezza… per cui dopo diversi analoghi episodi cerco di non avere scorte eccessivamente consistenti.
Una delle ultime eccezioni è stata la maglina asburgo che ho comprato tramite il GASV, gruppo acquisto stoffe vintage (qui per la maglina, e qui per il GASV).


Quando l’ho scovata mi è piaciuta subito, era strana e “diversa” e mi è sembrata una cosa poco vista, per cui ho deciso di prendermi tutto il taglio disponibile, circa 1,80 metri.
A quel punto, la stoffa è rimasta quieta per diversi mesi, fino a che non ho comprato Drape Drape: vi ho già parlato del libro (QUI) e di un altro modello realizzato (qui) ma questo vestito, in effetti, è stato il primissimo esperimento.
Tagliato (come si vede in foto) da un unico enorme cartamodello, composto da un singolo pezzo, l’abito prende forma dopo una serie di drappeggi e riprese.


La realizzazione non è complessa, l’unico punto in cui bisogna fare un po’ di attenzione è la cucitura delle maniche. Visto che ho usato un tessuto stretch, e confortata da vari post che avevo letto prima di iniziare, ho evitato la zip sul retro, del tutto inutile.


Nel complesso sono abbastanza soddisfatta, ci sono tuttavia due note dolenti: in primo luogo, la lunghezza dell’abito; come già scritto tutti i modelli di Drape Drape sono pensati per donne alte 1,68 cm (almeno, nella taglia XL), per cui per me l’abito è un filino corto.
La seconda nota dolente è la vestibilità; pur avendo seguito scrupolosamente la tabella della taglie, l’abito mi andava grande: ho corretto l’errore applicando due bottoni, con cui ho creato una strana coppia di pinces simmetriche sul davanti. Un rimedio dell’ultima ora, ma per fortuna il risultato non è (troppo) raffazzonato.


Questo Drape-drape si aggiunge alla mia consistente collezione estiva di abiti (visto che praticamente non indosso altro in estate), anche se essendo piuttosto informale lo userò in contesti non lavorativi.

martedì 14 luglio 2015

RT 15-2 Tre pigne

Una tela con stampe oggi antiche, per chi (all’epoca) comprava “moderno”.
Tutta la storia di un lavoro fatto con passione, e con attenzione all’ambiente, in un messaggio pubblicitario che mostrava il prodotto e la sapienza nel farlo.
Tre pigne verdi, è tutto lì.

lunedì 6 luglio 2015

Abito INARI - cartamodello by Named



Premessa: questo vestito l’ha cucito pure la qualunque. E pure io. E ne vorrei fare altri tre. Adesso.
Ecco uno screenshot dei risultati di google:


Io non ci sono, ma sono una pippa con il SEO, l’ottimizzazione e le altre cose, anche se mi sono attivata per recuperare ed a breve posterò una cosa carina. E poi questo post non era ancora stato pubblicato.

Tornando al vestito INARI, (che è possibile acquistare qui, al momento con lo sconto) devo dire che il successo del cartamodello è meritato. Sta bene praticamente a tutte, è facile da cucire, e le eventuali alterazioni sono semplici da effettuare (per dire, io ho allungato il tutto di 5 centimetri, e sto pensando di inserire delle tasche a sacchetto sui fianchi). Il disegno tecnico svela che la semplicità del modello non è però banalità dello stesso:





Che dire, sono estremamente soddisfatta, Named ha confermato ancora una volta la sua originalità, e la mia fotografa (thanks Annalisa) mi ha già chiesto di cucirle il vestito, cosa che farò prontamente. Se il prossimo anno Saara e Laura di Named non mi fanno testare in anteprima uno dei loro modelli (mi sto candidando ormai da tre anni) mi incavolo di brutto.