venerdì 11 ottobre 2013

The ultimate challenge - 2 - Abiti da sposa

Continua l’appuntamento con “the ultimate challenge”, ossia quei progetti – sfida per sartine; abbiamo visto la lingerie, oggi ci occupiamo di abiti da sposa, venerdì 25 saremo on-line con le scarpe.

L’argomento wedding gown è caldissimo!
Il matrimonio sposta tanti e tali risorse che tra trasmissioni televisive, libri, forum etc ogni argomento è sviluppato a dovere, e l’abito della sposa la fa da padrone; ci hanno riempito la testa di considerazioni del tipo “la sposa è la principessa, la persona più importante, bla bla bla”, per cui cosa questa persona così importante indosserà è altrettanto importante.

Inizio quindi da un terreno a me familiare: le riviste con cartamodelli già pronti.
Burdastyle esce con abiti da sposa (più o meno complicati, ed in effetti più o meno da sposa) almeno una volta l’anno:
  

Ad esempio questo vestito ha un intereccio sul davanti E BASTA... e nello stesso numero (Marzo 2012) la redazione di Burdastyle lo propone (più corto) come normale abito da giorno:

Oppure questo: una tunica dritta con maniche corte impreziosita (si fa per dire) da una cintura alta


Un approccio un po’ più serio è quello di Vogue (che ha il pregio di avere anche una apposita sezione “vintage”

e di Marfy, anche se non riesco a capire la consistente differenza di prezzo dei cartamodelli dell’uno e dell’altro sito… tra l’altro Marfy non sempre propone foto, per cui bisogna lavorare un po’ di immaginazione.
 
Spesso, l’abito da sposa hand made altro non è (giustamente) che la versione bianco – avorio – panna – rosa cipria etc di un abito lungo, magari impreziosito da strass o altre applicazioni, ed ecco perché i giornali tipo Sposabella vanno a ruba: chi è un po’ pratico di modelleria è perfettamente in grado di capire come è stata disegnata la struttura dell’abito, tentando di rifarlo a propria immagine e somiglianza misura.

Cercate su google “i sew my wedding dress” e rimarrete stupiti dal numero dei risultati; al momento, non ho sentito la necessità di tentare l’opera, ma non escludo di affrontare questa sfida, che mi intriga e mi affascina.

Infine, segnalo due siti (entrambi in inglese) sul matrimonio Do-It-Yourself: DIY bride e A practical wedding; entrambi mi sembrano molto ricchi di spunti di ispirazioni, e credo che alla fine dei giochi sia questo quello che conta.

In conclusione: la “puntata” di oggi su The Ultimate Challenge è piuttosto breve, ma spero comunque di aver offerto una lettura piacevole e un po' di svago... e spero di leggere i commenti di chi ha esperienza di prima mano nella realizzazione di abiti da sposa.

2 commenti:

  1. Io me lo sono fatto fare dalla sarta copiando un modello da sera di mia madre, non me ne sono mai pentita, solo che al momento non so più dove sono finiti!!
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    1. Ciao Francesca, grazie per essere passata :)

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