martedì 10 dicembre 2013

Quarto stato del cucito

Quest'oggi il cucito si mescola ad un generale appello alle coscienze dei consumatori... doveroso premettere che ciascuno spende i propri denari come e dove meglio crede, ma a volte vedo delle cose che mi fanno cadere le braccia, ed oggi è una di quelle volte... anzi due. Troppo criptica? Read on!

Primo episodio

A quanto pare una delle tendenze moda della stagione estiva appena passata sono state le righe verticali bianco-nere, altrimenti dette anche optical oppure opt art.
Premesso che:
1. mi piacciono le fantasie geometriche, quindi anche le righe;
2. l’optical val (quasi sempre) bene una messa;
3. a me importa poco se una cosa “è di moda” oppure no (anche le spalline imbottite erano di moda negli 80, parliamone!!) e quindi mi fa un po’ ridere chi sente il bisogno assoluto di copiare pedissequamente tutto quello che esce nelle sfilate perché “l’ha fatto il tal stilista” (finora ho fatto una sola eccezione, per la gonna ruffle di Lanvin + Acne).
Però una bella gonna… quasi quasi… e quindi ho deciso ho deciso di cimentarmi nell’impresa, sperimentando le snellenti righe verticali; con la gonna spillata ed in attesa di essere cucita, esco a fare due passi ed in una vetrina del centro noto la gemella – diversa della mia creazione:


Foto presa da internet 

Poi butto un occhio al cartellino e rimango di sasso; e non riesco ad esimermi dal fare paragoni… io lavoro nel settore dei marchi, e so benissimo quanta forza e potere (evocativo e d’acquisto) può avere un brand, ma 1.795 euro (ripeto: mille-settecento-novanta-cinque-euro) per una roba in poliestere sfoderato non è tollerabile!
Detto questo, per la mia gonna ho comprato un metro di stoffa che mi è costata 8 euro. Ecco fatto.
Perché la zip l’ho riciclata da una giacca vecchia, e quindi non l’ho pagata.

Secondo episodio

Da quando sono iscritta a bloglovin vado sempre a sbirciare i post più popolari, ed ai primi posti ci sono regolarmente i blog delle fashioniste sfegatate che mostrano i propri outfit ed in generale i blog che parlano di moda.
Alcuni abbastanza interessanti, altri una lista di marchette, finalmente becco un accessorio che reputo particolare, strano, e diverso dal solito: è una collana / cintura di Giuseppe Zanotti.


Già mi ci vedo a teatro (sono una melomane in erba), l'unico posto in cui potrei metterla preservandone l'indubbio spirito drammatico: sono anni che con la Cicci ci ripromettiamo di andare con calma al buffet prima della prima, e non come al solito che arriviamo trafelate ed ansimanti con le maschere che ci guardano male.
Indago meglio, l'accessorio è in vendita sullo store luisaviaroma (dove viene definita body gioiello) al prezzo di 1.075 euro (anche qui faccio lo spelling: mille-settanta-cinque-euro); è un attimo: mi cala una specie di velo rosso davanti agli occhi, mi arrabbio tantissimo (temo che il termine esatto sia "incazzata come una iena") vado in merceria ad acquistare elastico e velcro, e in un negozio di accessori per calzature per prendere le borchie, ed inizio con il fai da te. Costo totale: 22 euro.

Morale
Lungi da me voler "insegnare" qualcosa... ripeto: io lavoro nel settore dei marchi, ed inoltre so benissimo che sul prezzo di un prodotto si caricano non solo i costi di produzione, ma anche quelli della pubblicità, però noi consumatrici dobbiamo svegliarci ed essere maggiormente critiche... perché "il sonno della ragione genera mostri"!!

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