mercoledì 25 novembre 2015

RT 15 - 13 Wanda

Concludiamo la produzione annuale di Ri-Twenty bags con il botto: vi presento WANDA.
E' una tracolla (non una shopper) in tessuto-non-tessuto nero, ravvivata da tocchi di arancio.


Potrete trovare WANDA, le altre Ri-Twenty bags, la lunch bag superstite, oltre ad altre folli cosine Domenica 6 Dicembre dalle 15 presso il CANAPAIO XMAS MARKET ... ebbene sì, quest'anno ci sarò anche io!!!!

lunedì 9 novembre 2015

Lunch bag à la Ri-Twenty

È da un po’ di tempo che non scrivo “seriamente” sul blog.
Certo, sono usciti i post delle nuove RiTwenty, ma quelli sono programmati e quasi in sincrono con la pagina Facebook. E vi ho anche raccontato della visita ad Abilmente e del corso di cucito, senza presentare però alcun progetto serio… anche questa volta, purtroppo, non faccio eccezione, ed il motivo di questa latitanza è presto detto: quest’anno il pupo ha iniziato la scuola materna.

Questo nuovo capitolo delle nostre vite ha portato ad orari pomeridiani diversi e bla bla bla, per farla breve non pranzo più con i miei, a casa loro, ma in ufficio alla scrivania

(PICCOLA PARENTESI DI LUTTO E MESTIZIA)

Devo ancora abituarmi alla nuova routine, e complice anche il tanto famigerato arrivo dell’autunno / inverno, ho pochissima energia.
Questa, perlomeno, è la scusa che accampo per aver impiegato tantissimo tempo per cucire una borsa porta pranzo, che sostituisse il sacchetto di carta usato fino a due minuti fa. Vergogna a me!!!
È un borsa senza pretese, realizzata in cotone con una fodera a contrasto sempre di cotone (per avere più robustezza).

 

Quando l’ho portata in ufficio, ho subito ricevuto un coro di commenti entusiastici, ed una serie di “oh, che bella, me la cuci?!?”.
Quindi, mi sono messa al lavoro ma per le lunch bag ordinate ho apportato una piccola variante: per la fodera interna ho scelto una stoffa plastificata, in modo che eventuali macchie possano essere eliminate con più facilità.

Da queste modifiche è nata una mini - collezione di 6 lunch bag... quattro delle quali già vendute!
Ecco le borse rimaste, tutte in vendita: basta scrivere a ri.twenty @  yahoo.  com (senza spazi).
Per maggiori dettagli e foto singole visitate la pagina facebook (a lato).

lunedì 2 novembre 2015

Fáilte Eilish!! (Benvenuta Alice!!)

Oggi special guest del blog è Alice, titolare della Eilish Creation e con-titolare del Canapaio.
Alice ha trasformato la sua passione per l’artigianato e la manualità in un lavoro vero e proprio (di quelli che ti fanno portare a casa lo stipendio a fine mese), combinando doti creative e manageriali.

 •    Come hai cominciato?
La mia passione per il mondo dell’artigianato, e in particolare per i gioielli e i metalli, è cominciata molto presto, diciamo dall’adolescenza: tutte le mie amiche compravano giornali come Cioè con i poster dei belloni del momento, e io invece compravo Creare e CasaMia. In quel periodo utilizzavo principalmente rame e perline e i risultati erano davvero deludenti (ma in quel momento mi sembravano bellissimi). Fino all’età di 24 anni per me creare gioielli è sempre stato un semplice hobby, complice anche il fatto di aver scelto un percorso di studi molto lontano dal mondo creativo (prima liceo scientifico e poi ingegneria). Poi ho trovato lavoro in un laboratorio di decorazione e restauro e da quell’esperienza ho capito che il mondo dell’artigianato e della creatività era la mia strada. Ho così ricominciato seriamente a creare gioielli, frequentando anche corsi per scoprire nuove tecniche, ed è nato così il brand “EILISH creations”.

Pagina facebook di Eilish Creation


•    Cosa ti affascina di più del processo creativo?
Ho sempre provato una grandissima soddisfazione e meraviglia nel vedere come si trasforma la materia prima, nel mio caso lastre e fili di metallo, e pian piano prende forma quell’idea balenata per caso nella mia testa.

•    Con quali materiali preferisci lavorare?
Come ha già accennato, io creo gioielli e dopo varie prove con tanti materiali diversi ho scelto i metalli. Li adoro nel vero senso della parola. Il fatto che esternamente appaiano così rigidi e difficili da lavorare mi ha sempre affascinato. E poi il martello aiuta a farsi i muscoli sulle braccia (a che serve la palestra?) Per ora utilizzo rame, ottone ed alluminio, ma presto comincerò a frequentare un corso da orefice e quindi introdurrò anche l’argento.

 Orecchie da elfo e porta boutonniere per un matrimonio con rito celtico

•    Hai dei progetti in corso?

Fra pochi mesi comincerò a frequentare una scuola per orefici. E’ il coronamento di un sogno per me, e questo mi permetterà di imparare nuove tecniche e affinare quelle che già conosco, così da poter offrire un prodotto sempre migliore.

 •    Quali sono le maggiori soddisfazioni nel realizzare un oggetto?
La soddisfazione più grande la provo nel momento in cui finisco un oggetto, soprattutto quando creo qualcosa di nuovo per la prima volta. Se il prodotto è come me lo ero immaginato allora mi sento davvero appagata e soddisfatta, diciamo che mi viene un sorrisone a 36 denti e in sottofondo mi canto la canzone “We are the Champion”

Prototipi

 •    Creare per te stessa o per altro destinatario ti procura un diverso grado di soddisfazione?
Quando creo qualcosa per gli altri, se sono clienti che ti chiedono un ordine personalizzato provo sempre l’ansia di “Ma sarà proprio così che lo voleva?!!”, ma quando poi ti fanno i complimenti per l’ottimo risultato, quelle sono le soddisfazioni più grandi. Creare per me mi rilassa, mi permette di sperimentare: è una soddisfazione diversa, diciamo quella che si prova quando ci si regala del tempo per se stesse.

•    C’è un progetto o un lavoro a cui sei particolarmente affezionata?
Sicuramente il progetto che mi ha regalato più soddisfazioni e a cui sono legata è la GattinoNecklace, una collana composta da sei faccine di gatto in ottone creata in collaborazione con Gaia Segattini (alias Vendetta Uncinetta). L’idea è nata a Gaia, che voleva creare un gioiello inspirandosi al suo logo (6 faccine di gatto appunto) e quando lo ha proposto a me sono stata felicissima. E’ nata una bellissima collaborazione, che mi ha dato davvero tante soddisfazioni: la collana è piaciuta tantissimo e, anche grazie alla popolarità di Gaia, ne abbiamo vendute tantissime.



 •    Quale consiglio daresti a chi vuole cominciare?
Diciamo che anch’io sono all’inizio e non mi sento di poter dare grandi consigli…. Ma dalla mia esperienza posso dirvi di non abbattervi alle prime difficoltà, come in tutte le cose che si fanno ci vuole un po' di tempo per ingranare, ma poi piano piano le soddisfazioni arrivano. E poi un consiglio un po' più materiale: oltre ad affinare sempre di più le tecniche manuali, per offrire prodotti sempre migliori, bisogna studiare bene anche i social (facebook, instagram, ecc…) che sono strumenti anch’essi fondamentali per i nuovi artigiani e per farsi conoscere, anzi forse gli unici in questo momento (a questo proposito vi consiglio un libro interessantissimo, “Semina come un Artista” di Austin Kleon, che dà ottimi spunti su come condividere e far conoscere il proprio lavoro online).

•    Come è avvenuta la trasformazione da hobby a lavoro?
Ho spiegato già un po' nella prima domanda come è avvenuta la trasformazione. Diciamo che studiando ingegneria creare gioielli era un hobby e un modo per guadagnare qualcosina vendendo i miei gioielli ad alcuni mercatini. Poi un giorno una mia amica, proprietaria di un laboratorio di decorazione e restauro, mi ha proposto di andare a lavorare da lei che aveva bisogno di un aiuto. Dopo pochi giorni ho capito che lavorare nel mondo dell’artigianato era quello che volevo, quello che realmente mi rendeva felice. E da li ho capito quello che volevo fare da “grande”.
              

 •    Com’è il tuo rapporto con i social media, e con il mondo della creatività on-line?
I social media sono fondamentali nel mondo artigianale in questo momento. Puoi anche creare degli oggetti bellissimi, ma se non sei online non potrai mai arrivare ad un numero di potenziali clienti tali da far decollare la tua attività. Danno veramente potenzialità enormi, ti permettono di essere trovato da clienti di tutto il mondo, che non si potrebbero raggiungere con i canali di vendita tradizionali. I social media sono però anche un’arma a doppio taglio, se sei online devi esserci per bene, nel senso che devi creare i contenuti giusti, devi pubblicare belle foto, devi essere attivo: avere una pagina facebook e scrivere post una volta al mese è controproducente, dà la sensazione di poca attenzione a quello che si fa e al cliente. Sicuramente all’inizio sarà dura e si impiegherà tanto tempo, ma poi piano paino si capisce la propria filosofia comunicativa e a quel punto tutto è più facile e veloce. Ci sono poi tanti blog e siti utilissimi che danno tanti consigli sui vari social e di come usarli al meglio (io vi consiglio di seguire il blog di francesca baldassarri e quello di Gioia Gottini, oltre ad iscrivervi alla newsletter di C+B.
 

Per quanto mi riguarda passo molto tempo on-line, dipende molto dai giorni e dal periodo, ma in generale la promozione occupa una bella fetta della mia giornata. Mi piace tantissimo Instagram, il social che uso di più: è molto comunicativo e diretto, perfetto per il mio brand. E poi mi ha dato la possibilità di incontrare altri crafter bravissimi, con i quali a volte è nata anche una bella amicizia virtuale, fonte di inspirazione, scambi di idee e anche di collaborazioni.


•    Ci racconti cosa è e cosa si fa al Canapaio?
L’associazione Il Canapaio nasce quasi 2 anni fa, a gennaio 2014. Tutto nasce da due grandi passioni: la mia, appunto, per le arti manuali e quella di mia madre per la cucina. E poi la fortuna di avere una casa in campagna con tanto spazio da sfruttare. Era da un po’ che ci girava in testa l’idea di intraprendere qualcosa insieme, per sfruttare queste passioni e metterci in gioco. Inoltre io avevo cominciato anche a tenere workshop in cui insegnavo tecniche base di oreficeria, per far capire che tutti possono creare qualcosa con le proprie mani, anche chi si definisce “negato”.
 

L’insieme di tutti questi fattori ci ha spinti a fondare l’associazione culturale “Il Canapaio”, ad Osimo, dove organizziamo laboratori, workshop e mercatini in cui i creativi locali e non insegnano la loro arte e mostrano il loro lavoro. Rispetto, però, alle tante altre realtà dove si organizzano laboratori, noi in più aggiungiamo il cibo: ogni workshop infatti termina con una cena tutti insieme o un aperitivo. Siamo convinti infatti che, oltre a ritornare a casa con un oggetto creato da noi, un obiettivo fondamentale di questi momenti creativi è quello di essere un punto di incontro tra persone diverse e sconosciute. E cosa c’è di meglio che sedersi tutti insieme a tavola con del buon cibo per conoscersi?