martedì 22 novembre 2016

Evolution Theory - la nuova collezione Named

Ecco, in tutto il blog faccio una sola recensione (quella dei cartamodelli Named) e quando esce la collezione nuova mi dimentico pure...

In realtà, più che dimenticare mi sono scordata: cioè Named (ma solo un pochino) non mi è uscito tanto dalla mente quanto dal cuore, e forse è pure normale visto che si va sempre avanti.
Nemmeno a farlo apposta, la nuova collezione si chiama "Teoria dell'evoluzione" (Evolution Theory): quali sono i dettagli che contribuiscono a definire un capo? come reinterpretarli?

venerdì 18 novembre 2016

Ancora Abilmente

Cosa si può dire di una fiera (Abilmente Autunno) conclusa da oltre un mese?
A parte il fatto che mi sono divertita enormemente al corso di Felicità a pacchi, che sfoggio la mia borsa gialla, e che ho comprato della pelle per realizzare delle pochette origami.


giovedì 18 agosto 2016

Agosto, mese di stelle cadenti ed UFO

Agosto, mese perfetto per terminare gli U.F.O., ossia Un-Finished Objects… sì, proprio loro, i progetti che languono per mesi e che magari sono pure a buon punto… io sono riuscita a terminare questo abito (per una parente)

lunedì 8 agosto 2016

RT 16 - 14 Tosto


Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
Per ogni info, puoi fare riferimento alla mia pagina facebook, oppure al blog.
Per gli acquisti, puoi cercare il mio shop su A Little Market oppure puoi contattarmi direttamente, soprattutto se cerchi un modello particolare o vuoi una borsa personalizzata, magari con un tessuto a te caro.

martedì 2 agosto 2016

RT 16 - 12 Trial and Error


*** questa borsa non è più disponibile: è l'oggetto che ho portato al meeting MOSTRACI CHI SEI delle venditrici di A Little Market ***

mercoledì 27 luglio 2016

RT 16 - 10 Righeira



Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
Per ogni info, puoi fare riferimento alla mia pagina facebook, oppure al blog.
Per gli acquisti, puoi cercare il mio shop su A Little Market
 oppure puoi contattarmi direttamente, soprattutto se cerchi un modello particolare o vuoi una borsa personalizzata, magari con un tessuto a te caro.

venerdì 22 luglio 2016

Bilanci, e Weekendoit

Eccomi qui.
Mesi di silenzio stampa, durante i quali ho cucito solo le mie Ri-Twenty Bags e nuove Lunch Bag.
Se dovessi sintetizzare questo periodo con una immagine, sceglierei questa


un carrello, come metafora della capienza "oraria" della nostra giornata: le ore sono 24, e per quanto cerchiamo di essere brave, veloci, furbe etc, più di tanto nel carrello non ci sta.
Se proviamo a mettere dentro troppe cose, l'unico risultato sarà un senso di frustrazione per quello che non siamo riuscite a fare, anche se le aspettative erano irrealistiche, ed anche se lo sapevamo sin dal principio.

Devo ringraziare Francesco, il mio coach lavorativo
(lui si  definisce "Facilitatore di processi aziendali", ma da quando mi ha detto 
"se l'incarico è tuo, e tu non lo fai, non può farlo nessun altro: NON CE N'E'!"
io lo vedo come l'allenatore di Rocky Balboa), 
che mi ha costretta a fermarmi e a riflettere sulla gestione del tempo.
Il corso che ho seguito è stato utile in termini pratici (trucchetti e consigli) ma soprattutto mi ha restituito una spinta lavorativa che avevo perso da anni.



Ora, chi mi legge da un po' saprà che il cucito non è il mio lavoro principale, sia in termini di reddito che di tempo dedicato, ed oggi sono consapevole che non lo diventerà mai (mai dire mai) almeno per prossimi due/tre decenni, perchè:
- il mio lavoro mi piace molto, e ne ricavo uno stipendio dignitoso, per quanto decisamente migliorabile;
- quando cucio, in termini di estetica, forme e prodotti faccio letteralmente quello che voglio; in pratica, al 90% me ne frego della domanda, cioè della legge fondamentale del mercato: si tratta di una libertà enorme, dovuta al fatto che dal cucito non deriva il mio sostentamento;
- il cucito, per me, non è un piano B. E' una valvola di sfogo, un divertimento, un riappropriarmi
della manualità di fatto inutile nel mio lavoro;
- infine, pur cercando di trarre un utile dal cucito (quantomeno in termini di recupero dei costi vivi, oltre che per una equa remunerazione del lavoro profuso) "guadagnare" non è il mio obiettivo principale.
Da questo punto di vista, alternerò come fatto finora la mia produzione "commerciale", ossia le borse, al cucito sartoriale, tutto per me o per qualche amica abbastanza incosciente da fidarsi delle mie capacità.


E il blog?
Il blog è, e rimane, il diario dei miei esperimenti di cucito, e delle esperienze alle fiere, ai mercati, ed alle manifestazioni come il Weekendoit (vedi sotto).



Dopo questo sproloquio,
e cercando di non pensare agli UFO (un-finished object) che mi aspettano chiusi nell'armadio, vi racconto il Weekendoit in corso.
Sono così stordita che, nonostante ci sia stata per due giorni di fila, non ho fatto nemmeno una foto...
Ne pubblico un paio di quelle "ufficiali", ricavate dalla pagina Facebook dell'evento, che illustrano due eventi a cui ho partecipato.

Il primo è il Workshop "INCISIONE METALLI", tenuto da Alice Canapa di Eilish Creation (questa la sua pagina Facebook, e questa un'intervista pubblicata lo scorso anno nel mio blog) durante il quale ho realizzato un ciondolo che raffigura un - abbastanza - ignobile cacciavite (!!??!!)



Il secondo evento è il meeting delle venditrici di A Little Market, #mostracichisei.
Coinvolta da Lucia (aka La Gallina Rosita) ho conosciuto di persona delle fantastiche crafters non solo marchigiane, ma anche abruzzesi e emiliano - romagnole... abbinando dei volti ai nomi e brand che già seguivo su Facebook.


Al termine dell'incontro, abbiamo fatto uno swap: ciascuno aveva portato una propria creazione debitamente impacchettata, ed abbiamo estratto a sorte "pescando" da un barattolo.
La creazione pescata da me è questa stratosferica giacchina realizzata da Cristina - Atelier sul Brenta
(foto presa dal suo account Instagram @ateliersulbrenta) che non vedo l'ora di sfoggiare. Ho poi sbirciato le altre creazioni scambiate, tutte veramente splendide...


Il weekendoit ci sarà fino a Domenica 24 Luglio, e si concluderà in bellezza con un mercato da urlo.
Il tutto, alla Mole Vanvitelliana di Ancona. DAJE!!!

giovedì 26 maggio 2016

RT 16 - 7 Marinetti

Energia
e-n-e-r-g-i-a
e-nergia
ENERGIA
E-N-E-R-G-I-AAAAA
stop




Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
Per ogni info, puoi fare riferimento alla mia pagina facebook, oppure al blog.
Per gli acquisti, ecco il link al mio shop su A Little Market
oppure puoi contattarmi direttamente, soprattutto se cerchi un modello particolare o vuoi una borsa personalizzata, magari con un tessuto a te caro.

martedì 24 maggio 2016

RT 16 - 6 La cocca di papà

Che sia una smorfiosetta missitalia o una secchiona occhialuta,
daddy's gonna pay for your crashed car!



Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
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giovedì 19 maggio 2016

RT 16 - 5 Eataly

Perfetta per fare la spesa, divertente anche fuori contesto.
Cotone su cotone, e poi pane, prosciutto e insalata...



Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
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lunedì 16 maggio 2016

RT 16 - 4 Il giardino segreto tre

Terza borsa in fiore, in nylon fluo bicolore, capiente, con tasca interna con zip e ancora fiori.
Sfacciata e allegra


Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
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venerdì 13 maggio 2016

RT 16 - 3 Il giardino segreto due

Seconda borsa in fiore (o in questo caso foglie), sempre in tessuto-non-tessuto, capiente, lunghi manici.
Seria e misteriosa


Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
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martedì 10 maggio 2016

RT 16 - 2 Il giardino segreto uno

Improvvisamente, mi è venuta voglia di fiori... è quasi incredibile, sono riuscita a spremere ben tre borse. Questa è la prima: in tessuto-non-tessuto, rosa shocking, chiusura con zip.
Classica con brio


Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!
Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
Per ogni info, puoi fare riferimento alla mia pagina facebook, oppure al blog.
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giovedì 5 maggio 2016

RT 16 - 1 True love

Sul (vero) amore si è scritto tutto, ed il contrario di tutto. Tra mille sfaccettature, voglio omaggiare l'amore per l'autoproduzione, e per i felini. Ne vedremo delle belle!


Sono tornate le Ri-Twenty bags!!!

Sono tutte pezzi unici, non faccio mai due borse uguali anche se a volte sviluppo un tema attraverso diverse borse. Sono realizzate riciclando shoppers tristi e sponsorizzate, a cui mi piace pensare aver donato una seconda e più soddisfacente vita.
Ho iniziato a cucirle nel 2011, ed ogni anno realizzo una limitatissima tiratura, non più di 20 pezzi.
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domenica 24 aprile 2016

sabato 23 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 6


Starò attenta ai miei vestiti, nei quali (perdonate il gioco di parole) ho INVESTITO i miei soldi, guadagnati lavorando ed impiegando il mio tempo, la risorsa più preziosa che ho.
Quindi, in definitiva, starò attenta a come impiego il mio preziosissimo tempo.

venerdì 22 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 5

Eviterò di acquistare capi che so già dureranno poco (anche se io sono una che tiene bene le cose, e le mette a lungo) privilegiando la qualità.
In particolare, non abboccherò al messaggio "è firmato, quindi è di qualità, quindi costa", ed andrò invece a controllare che la qualità sia reale.

giovedì 21 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 4

Il risultato della ispezione al mio guardaroba?
Una sacco di vestiti finiti senza rimpianti nel raccoglitore giallo di Humana.

mercoledì 20 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 3

Ho passato ai raggi X il mio guardaroba, selezionando gli abiti che indosso più volentieri (perchè mi piacciono, o semplicemente perchè mi stanno bene).

martedì 19 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 2

Il corso di cucito sta volgendo al termine.
Questa sera faremo una piccola sfilata inter nos per celebrare l'impegno di questi mesi, indossando tutti i capi che abbiamo realizzato.

lunedì 18 aprile 2016

Fashion Revolution Week 2016 - Giorno 1

Questa è la settimana del Fashion Revolution: ricordate? Ne avevo parlato qui

Nonostante io sia stata colpita da un po' di svogliatezza, ho deciso di fare qualcosa di concreto, giorno per giorno, e aggiornare il blog con le mi azioni concrete.

Maggiorni informazioni sul movimento qui: http://fashionrevolution.org/


Ho controllato i miei cassetti ed il mio armadio, e selezionato tutti gli abiti che necessitano di piccole riparazioni, e provveduto a ricucire bottoni, fermare fili volanti etc.
Con orgoglio, ho notato che nessuno di questi abiti era stato cucito da me!!

martedì 5 aprile 2016

La nuova collezione Named "Royals"... summer is coming!

Evviva evviva evviva è uscita la collezione primavera / estate di Named!!

Visto che non ho nessun tipo di collaborazione, ma semplicemente una sincera ammirazione per il loro lavoro e gusto estetico (e per aver scelto misure di riferimento che poi non devo modificare), mi permetto di recensire a mio insindacabile giudizio i nuovi modelli.
Che:
- sono ispirati alle grandi monarchie del settecento ed al Rococò, reinterpretate semplificandone i volumi (vorrei vedere) ma mantenendo il gusto per le decorazioni e le linee - la collezione si chiama, opportunamente, ROYALS
- hanno una palette di colori freddi, soprattutto blu, bianco e nuance "nude"
- richiedono l'uso di stoffe solide e robuste o al contrario leggere e impalpabili: nessuna via di mezzo
- sono otto (modelli), di cui due 2in1 (3 abiti, 3 bluse, 2 pantaloni, 1 top, 1 gonna).

Premesso che io evito come la peste tutto quello che anche solo lontanamente fa "La casa nella prateria" (non mi piace) non credo che cucirò mai la blusa / abito Marie né la blusa Madeleine



Non mi hanno colpito particolarmente nemmeno la gonna Eleonora e l'abito Beatrix, probabilmente per una questione di linee e vestibilità.


Invece, salvo (e forse cucirò) i pantaloni Astrid e il top Grace.
I pantaloni sono un modello 2in1, viene proposta anche la versione short.



Ma il top Grace!!!
Ora, la realizzazione proposta è MOLTO "casa nella prateria", ma vedo linee e dettagli interessanti, e una volta tolto il pizzo non sembrerà più il corsetto di mia nonna.


Tutto sommato, sono abbastanza soddisfatta di questa nuova collezione, coerente per quanto non esattamente in linea con la mia estetica e visione del mondo, entrambe ferme al 2014 "All things nice".

Come scritto ad inizio post, ho riportato opinioni personali, non ho avuto contatti con le titolari di Named (che pure conosco) per recensire i loro modelli, e soprattutto le foto sono state prese dal sito di Named.

mercoledì 30 marzo 2016

Visioni a righe e calcolatrice

Una amica di famiglia lavora come fashion designer, e (quindi) compra tantissime riviste… spesso non ha neppure il tempo di leggerle, ma periodicamente pulisce l’archivio e ci regala tutto il malloppo.
Questo è (circa) mezza annata 2015 di Gioia:


Di solito io ho la prelazione sulle riviste: le sfoglio e strappo le pagine che mi interessano; poi le passa in rassegna mio zio: è un artista e realizza collage sia di carta che materici, e cerca strisce di materiale per le sue opere.
Le riviste rimaste integre (e ne sono parecchie, visto che siamo molto selettivi) finiscono nella sala di attesa del reparto di oncologia, dove un po’ di leggerezza e frivolezza fanno bene.

A nessuno dà fastidio leggere riviste vecchie di un anno: ho scoperto che tranne qualche novità vera e propria gli articoli sono orribilmente sempre attuali, per non parlare dei servizi di moda.
È da questa pila di riviste, e forse da una cena troppo pesante, che ho partorito l’idea della gonna che vedete in foto.



Per realizzarla ho usato due cotoni leggermente elasticizzati che avevo nelle mie scorte, ed una lunga zip gialla (apribile fino in fondo, ma non disinnestabile).

Non c’è cartamodello, solo una calcolatrice: infatti, ho deciso di sfruttare l’intera ampiezza della stoffa a righe, realizzando cinque pieghe a cannone (tre sul davanti, due sul dietro) facendo combaciare il motivo a righe e cercando di distribuire in modo regolare le pieghe.
 
Le foto le ha fatte mio marito, il giorno di Pasqua. Le lasagne erano in tavola, si vede perfettamente che abbiamo tanta fame e nessuna voglia di giocare al fotografo :)




lunedì 21 marzo 2016

Tavola sinottica aghi Singer

Ogni tanto mi piace fare cose estreme, tipo sistemare i cassetti: non si sa mai cosa salta fuori!
Di recente, ho trovato un pieghevole con la tavola sinottica degli aghi per la Singer.
La trovo molto utile, visto che a volte con tutti quei colori confondo i blister degli aghi, e la metto a disposizione di chiunque. Buon cucito!!!


lunedì 14 marzo 2016

Abito Lexi: un progetto molto meditato

Attenzione (anche) questo post contiene una buona dose di anni settanta

Finalmente ho trovato il tempo e lo spirito giusto per fotografare l’abito che avevo cucito per Natale, e che poi invece non ho messo.


Il modello è Lexi, di Named Clothing (sì, sempre loro…), un cartamodello stampato che ho acquistato ad Abilmente, e già sperimentato nella variante corta (qui).

Non ho apportato particolari modifiche, se non allungare il tutto ed aggiungere anche le maniche in fodera, e ho lavorato di gran lena per finirlo, ma poi non sono rimasta del tutto soddisfatta non tanto dell’esecuzione né del modello, quanto del fatto che questo abito mi stia effettivamente bene.


Ha una linea ad A, e non segna il punto vita, quindi non proprio nelle mie corde, anche perché cerco sempre di cucire cose che poi effettivamente indosserò. Ho lasciato l’abito appeso nell’armadio a decantare per diverse settimane, poi mi sono decisa ad indossarlo ricevendo commenti positivi…
Ve lo mostro in delle foto dal vago sapore anni settanta, e di nuovo ho scattato le foto nella bellissima villa della mia amica, facendo un po’ di pose sceme.


martedì 8 marzo 2016

I costi reali - The True Cost

Sono davvero pochi i film che mi hanno lasciato con gli occhi sbarrati (Titus, di Julie Taymor e Macbeth, di Justin Kurzel), nauseata (Diaz, di Daniele Vicari) e sottosopra (L’ora di religione, di Marco Tullio Giordana).
A quest’ultima categoria, da qualche giorno si è aggiunto THE TRUE COST, di Andrew Morgan, visto dopo il consiglio di Gaia Segattini (aka Vendetta Uncinetta); io l’ho affittato da Amazon, che ovviamente non mi paga una cippa per questa segnalazione. Ci tengo a precisarlo.

Questo documentario, la cui visione anche io modestamente vi consiglio, fornisce una serie di chiarimenti dietro i costi reali dell’industria della moda, anzi del fast-fashion.
La domanda di partenza è semplice, e credo che prima o poi ce la siamo posta tutte: come può una t-shirt costare 2 euro?
La risposta è: solo grazie a materie prime prodotte da coltivazioni estensive ed inquinanti, lavorate con prodotti chimici tossici, sfruttando il lavoro di donne (soprattutto, ma anche uomini) condannate ad ammazzarsi (letteralmente) di lavoro, senza possibilità di uscire dalla miseria in cui versano.
Non è una visione per madamine, ma per donne sì, perché non è mai troppo presto, né troppo tardi, per acquisire consapevolezza.

Collegato in qualche modo a questo documentario è il breve filmato


Diffuso lo scorso anno, in occasione del “WHO MADE MY CLOTHES”.
È talmente breve, che non starò a commentare o altro, vi dico solo: vale la pena guardarlo e basta.
Per chi non lo sapesse “WHO MADE MY CLOTHES” (http://fashionrevolution.org/) è una campagna globale lanciata in Inghilterra da Carry Somers e Orsola de Castro (due designer) con questa mission

“noi crediamo nella MODA, un’industria che dà valore alle persone, all’ambiente, alla creatività ed al profitto in egual misura, ed è responsabilità di tutti assicurarsi che ciò accada”

La campagna coinvolge tutta la filiera (coltivatori delle fibre, produttori di tessuti, stilisti, grandi firme, negozi di abbigliamento e accessori) ma soprattutto, la ggggente comune, in nome di una produzione giusta, etica e trasparente.
PICCOLA PARENTESI: il Fashion Revolution Day cade ogni anno, il 24 Aprile, giorno dell’anniversario del crollo dell’edificio commerciale “Rana Plaza”, che in Bangladesh causò la morte di oltre 1000 lavoratori sepolti dal crollo dell’edificio (fonte: Wikipedia)

Me medesima nel palazzo del Topkapi
Dopo questa premessa seria, eccomi in versione banda bassotti / Amélie Poulain dei poveri.
Sto indossando una maglia di H&M, comprata nel 2006 e regalata al fidanzato di allora.
Lui l’ha indossata per qualche tempo, poi l’ha passata a me. Io ho continuato ad indossarla, anche con il pancione, fino a quando oggettivamente non ce l’ha fatta più (la maglia, non io… potrei indossare le righe 9 giorni su 7).
A questo punto, ho aperto tutte le cuciture, ed usato i pezzi (manica, davanti e dietro) per realizzare un cartamodello di base, per usi futuri.
Quindi, i pezzi nelle condizioni ancora accettabili finiranno su una Ri-Twenty bag in fase di realizzo, con gli altri darò la polvere in casa, e poi finiranno nell’immondizia.
Non sempre riusciamo ad amare, ed usare, i nostri vestiti in questo modo, ma la visione di The True Cost mi ha spronato ad avere maggiore rispetto e considerazione per chi fa i miei vestiti, inclusa me stessa.

P.S. Il fidanzato di allora me lo sono sposato

lunedì 29 febbraio 2016

Abito a incrocio Kielo

Attenzione: questo post contiene una buona dose di anni settanta

Gennaio per me è un mese di indolenza: i postumi delle festività, il Carnevale a ridosso (ed il costume per il nano da realizzare), varie ed eventuali… alla fine ho avuto poco tempo e cucito poco.
Però ho scelto bene il cartamodello, perché l’abito Kielo di Named Clothing si è rivelato semplice e veloce da fare ma al tempo stesso di grande effetto.


Lo scorso Novembre era stato pubblicato e messo a disposizione gratuitamente (a grande richiesta) il cartamodello con relative istruzioni della manica, per completare il vestito che altrimenti ne era sprovvisto (qui il blog del sito Named Pattern, con tutte le indicazioni).


Ho atteso i saldi prenatalizi – nella pagina Facebook di Named Saara e Laura fanno sempre uno speciale calendario dell’avvento – per acquistare il modello in pdf, che preferisco a posto del cartaceo.

Sono particolarmente soddisfatta, perché questo modello (un “wrap dress” molto particolare) a differenza del tradizione abito a vestaglia / a incrocio sta bene praticamente a chiunque… ho già ricevuto delle richieste di realizzarlo!!
Come si vede in foto, oltre all'aggiunta delle maniche ho anche accorciato la lunghezza.
Devo inoltre ringraziare Tiz e Chiara, del mio corso di cucito, che mi hanno spiegato come rifinire lo scollo.

Abbinato come ho fatto io con gli stivali con il tacco, a mio avviso fa tanto anni settanta; abbiamo fatto le foto a casa di un’amica, un pomeriggio che avevo voglia di “posare”… ma senza prendermi troppo sul serio!