venerdì 10 marzo 2017

Named clothing - collezione PLAYGROUND

Pronte per uscire a giocare nel parco?
Pronte a divertirvi, essere spensierate, e leggere?
Io SI'!! Un SI' fortissimo, grande, che riecheggia in tutta la nuova collezione PLAYGROUND (appunto...) primavera / estate di Named.

Sento Marina Rei che canta: respiriamo l'aria e viviamo aspettando primavera, nanana... Mari di promesse fatte insieme / vedrai, ti aspetterò finché vorrai / un arrivederci dove e quando non si sa / stesso posto stessa ora al centro giù in città
Vedo le immagini di ragazzine con gli zainetti, i capelli lunghissimi oppure arricciati come quelli di Bjork. Controllo meglio, e scopro che era il 97 (vi agevolo, v-e-n-t-i anni fa). Ma chi se ne frega, oggi parlo di una collezione clamorosamente bella, concepita in un posto tutto sommato inospitale (a Helsinki d'inverno è freddissimo, l'estate quando c'è dura poco ed è farcita di moscerini) che evoca ricordi di estati italiane.



Inizio subito dai modelli che non mi piacciono, così mi levo il pensiero: la tuta corta e la salopette io non le metterei neanche morta. Fine.


Non scrivo altro, perchè sprecherei tempo e non mi potrei dedicare all'elogio di TUTTO il resto della collezione, che invece ADORO.
Lo chemisier lunghezza "midi", abbinato con la giacca di jeans. Fa tanto anni '90, ossia il mio decennio del cuore.
Li metti fino a quando non ce la fai più, ed anche allora puoi comunque continuare ad indossarli. E poi arriva tua mamma che te li frega.


Il top e culotte che - udite udite - metto anche coi sandali bassi.
E poi con i tacchi alti per uscire di sera. E poi con le infradito per andare al mercato.



L'abito che val bene una messa, o la tshirt un po' particolare. Sono bellissimi.
La linea mi ricorda una farfalla, e penso che non avrò mai caldo.
E che posso nascondere la pancia, e niente non è!


E infine, questo geniale cartamodello 2in1.
Proposto in jersey di cotone risulta informale (l'abito addirittura "francescano"), ma realizzato in tessuti diversi, più preziosi, cambia completamente volto.
La thisrt è perfetta per le occasioni formali di lavoro, quando ad un certo punto ti puoi togliere la giacca.
L'abito, realizzato in organza, diventa stratosferico: metti una sottoveste, e lo lasci aperto senza la cintina, a fluttare mentre cammini.




La primavera non poiteva cominciare meglio di così.


P.S. come sempre, mie opinioni ovviamente non condivisibili, scrittura tutta farina del mio sacco e nessun collegamento con Named Clothing

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