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Vestito in lana Leotie di Named Clothing

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  Finalmente ho completato (e fotografato!!) uno dei vestiti che mi ha dato più grattacapi, ma anche più soddisfazioni. Si tratta del modello Leotie di Named, che mia sorella mi ha regalato per il compleanno non appena uscito nella collezione autunno - inverno 2014 di Named Clothing. All'epoca era un modello 2in1, abito e gonna; la gonna l'ho prontamente realizzata in denim, indossata tantissimo, e di recente rifatta anche in fresco di lana. L'abito, invece, ha avuto una gestazione molto più lunga. Per la parte alta avevo già deciso di usare un tessuto molto prezioso: una lana di fattura biellese di Ermenegildo Zegna, di cui avevo solo 50 cm. Per la parte principale, avevo preso un tessuto nel vecchio negozio della signora Elsa, ma ho avuto talmente tanti problemi (odore e lavorabilità in primis) che ho buttato tutto senza pentirmene nemmeno un istante. Dopo diversi mesi ho trovato una lana blu, con un vago effetto metallizzato e leggermente elasticizzata, e finalmente il p

Eat pasta Sew fasta, ed altri lavori per casa

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Anche se il cucito creativo non è esattamente la mia "cup of cake", ogni tanto mi dedico a qualche lavoro per la casa o per i miei strumenti da cucito. Diverso tempo fa mi sono accorta che la custodia della mia Singer (in plastica) si stava, letteralmente, disintegrando, quindi ho ricalcato il modello e ne ho realizzata una nuova con un po' di stoffa che avevo da parte. Il tessuto principale è un robusto cotone a righe bianche e marroni; si usava tanti anni fa per foderare i materassi, e poi è diventato una serie di grembiuli da lavoro per mio padre. Ci ho aggiunto due applicazioni: la prima con un popeline acquistato su The Color Soup e la seconda di mia realizzazione; con taaaanta pazienza ho ricamato a zig-zag la scritta "eat pasta sew fasta".   Il secondo lavoro per la casa è un set scombinato di tovagliette per la colazione. Io le uso davvero tantissimo, e ne ero rimasta un po' sfornita; le ho realizzate usando due shopper di cotone che mi piacevano mol

Felpa Gemma: multiuso targato Named Clothing

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Ci sono dei progetti che a volte rimangono nel cassetto in attesa di trovare la stoffa giusta per realizzarli. E' quello che è successo a me con la felpa Gemma di Named Clothing. Realizzare l'abito (in velluto strech, addirittura) è stato un trauma, e per mesi e mesi non ne ho proprio voluto sapere niente. Poi, durante uno dei miei giri al mercato, ho visto una felpa double-face che, letteralmente, mi ha chiamato: grigio chiaro da un lato, spina di pesce bianco e grigio dall'altro; in pratica, amore a prima vista. Per rendere il modello meno "sportivo" ho deciso di profilare scollo, maniche e bordo inferiore con uno di quei bordi in maglia che si comprano in merceria già pronti; la confezione è eseguita a taglia cuci, anche se ho imbastito e cucito con la lineare i pezzi sul davanti, così da far combaciare le cuciture. Oltre agli immancabili jeans, questa felpa la vedo bene anche per sdrammatizzare una gonna nera dritta, ed è questo il motivo per cui l'ho cuci

Personalizzare i modelli: Anni - Named Clothing

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Qualche stagione fa Named Clothing ha messo in vendita un modello combinabile, ANNI. Un corpino con tre diversi scolli, tre tipi di maniche, due pantaloni ed una gonna; qualche settimana dopo si sono aggiunti una seconda gonna ed un secondo corpino (poi ho perso il conto). Io ovviamente l'ho preso praticamente subito, poi la gestazione come sempre è stata bella lunga ed alla fine ho fatto una combo della combo. Mi piaceva moltissimo il tessuto, un taglio di cady preso nel cestone dei difettati, ma non era sufficiente per le mie idee sempre vagamente faraoniche, per cui ho rielaborato un po' il modello. Quello che vedete in foto è il corpino "originale" con lo scollo Peter-Pan + V, le maniche originali ("classic T-shirt sleeves") ma allungate, perchè il cady chiama l'autunno e con la manica più lunga lo sfrutto di più. Le righe e la poca stoffa a disposizione non mi hanno permesso di fare altro che una gonna dritta, ma l'ho leggermente modificata con

Blusa Burdastyle mod. 107 03/2015

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La scorsa estate il mio "sewing mojo" era a livelli davvero molto alti: in poche settimane ho completato diversi progetti, e sono riuscita a fotografarne ben tre! Ho già programmato dei post settimanali per presentare questi vestiti che, in realtà, sto già indossando da diverso tempo. Inizio oggi con una blusa: il modello è il numero 107 del numero di Marzo 2015 di Burdastyle. Non sono riuscita a trovare il disegno tecnico, ma questo è il modello presentato sulla rivista Purtroppo sono dovuta intervenire pesantemente sul modello, che era davvero troppo grande per me... è stato un lavoraccio, perché la manica è attaccata al corpino quindi ho dovuto ridurre tutto in proporzione, ma in modo da avere lo spazio per muovere braccia e spalle. Nella scelta del tessuto ho seguito scrupolosamente le istruzioni, scegliendo un popeline di cotone, ma anche qui non sono troppo convinta: credo sarebbe stato meglio un tessuto leggero ma con un minimo di elasticità. Come sempre Burdastyle non

Closet Mass Index e Armadio Capsula: come e perchè

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Qualche mese fa, complice il sentimento di inquietudine del lockdown e la voglia di riscatto non appena ne siamo usciti, ho riordinato il mio guardaroba. Normalmente, questa operazione mi porta via un paio d'ore, e consiste nello spostare la roba della stagione appena conclusa in alcune scatole, tirando fuori le cose della stagione che sta arrivando. Ma questo 2020 è un anno particolare per tutti, e per una coincidenza karmica lo stesso giorno che mi sono decisa a fare il cambio di stagione ho trovato in rete un post che parlava del "Closet Mass Index". S'era fatta l'ora delle pulizie di primavera, ed ho deciso di farle in grande. Intanto: cosa sono il Closet Mass Index e il Capsule Wardrobe o Armadio Capsula. Il Closet Mass Index è un conteggio di tutti i capi in nostro possesso, avendo cura di segnare non solo le unità (tre gonne, due pantaloni etc), ma anche la loro provenienza e se li stiamo usando. L'idea è del collettivo olandese "Dirty Laundry&quo

Tuta Ailakki modello Named Clothing

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Un lavoro rimasto nella lista dei desideri per troppo tempo finalmente ha trovato compimento: si tratta della tuta "Ailakki" di Named Clothing, un modello uscito diversi anni fa. Non ho avuto particolari problemi nella realizzazione, anche se era la prima volta che mi trovavo a cucire una stoffa così leggera e scivolosa: come sempre, le istruzioni di Named Clothing sono complete e ben dettagliate. Ho tagliato e cucito la mia solita taglia 40, e le uniche modifiche sono state l'uso di una zip invisibile (a posto di quella normale) e due punti a mano sul davanti, per evitare che le due parti si aprano mentre mi muovo. Non ricordo altre modifiche, anche se forse ce ne sono visto che ho finito questo abito ad agosto 2019 (davvero ho trascurato il blog...).